Intervista esclusiva con un autore di Aura 26 Edizioni
Nel panorama editoriale contemporaneo, trovare una voce autentica è sempre più raro. Eppure, dietro ogni libro pubblicato da Aura 26 Edizioni, c’è un autore che porta con sé un universo fatto di emozioni, intuizioni e visioni personali. Oggi abbiamo il piacere di presentarvi un’intervista esclusiva con uno degli scrittori della nostra scuderia: un autore che, con il suo stile inconfondibile, sta conquistando lettori appassionati di misteri, atmosfere cupe e storie capaci di lasciare un segno: Gabriel Scitale, autore del romanzo “Quando Il Passato Bussa – Le Indagini del Maresciallo Rizzi”
La nascita di una vocazione
«Non ricordo un momento preciso in cui ho deciso di scrivere», ci racconta. «La scrittura è arrivata prima di qualsiasi altra cosa: un istinto naturale, un modo per dare ordine a ciò che mi scuoteva dentro.»
Un’affermazione che sintetizza alla perfezione il percorso creativo dell’autore, fatto di ossessioni luminose e ombre narrative che diventano parola scritta.
Fin dall’adolescenza, la letteratura è stata per lui una via di fuga, ma anche un ponte verso mondi interiori complessi. «Leggevo per capire me stesso. Scrivevo per non perdermi», confessa con un sorriso. E questa tensione emotiva si ritrova chiaramente nelle sue storie, che mescolano suspense, introspezione e una cura quasi maniacale per l’atmosfera.
I temi che guidano la sua scrittura
Alla domanda «Da dove arrivano le tue idee?», l’autore risponde senza esitare:
«Da ciò che non riesco a spiegare. Dalle domande che non trovano risposta.»
Nei suoi romanzi il mistero non è mai solo un espediente narrativo, ma una lente attraverso cui guardare l’umano. Le paure, le fragilità, i segreti sepolti: tutto emerge attraverso personaggi credibili, tormentati, vivi.
Tra i suoi temi ricorrenti troviamo:
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il peso del passato,
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le verità non dette,
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il confine sottile tra percezione e realtà,
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la memoria come prigione o rivelazione.
«Mi affascina ciò che sfugge al controllo. Quei momenti in cui il lettore sente che qualcosa di invisibile sta per cambiare tutto.»
Il rapporto con Aura 26 Edizioni
Quando gli chiediamo cosa significhi far parte della nostra casa editrice, si illumina:
«Aura 26 è uno spazio dove la mia voce non viene ingabbiata, ma amplificata. Non è solo un luogo in cui si pubblica: è una famiglia, un laboratorio creativo.»
L’autore sottolinea come il confronto costante, l’attenzione editoriale e la cura grafica abbiano contribuito a definire in modo ancora più maturo il suo stile. «Avere un team che crede nella tua visione è un dono raro», aggiunge.
Il processo creativo: rituali e ispirazioni
Molti si chiedono come nasca una storia. Anche lui ha i suoi rituali.
«Scrivo soprattutto di notte, quando tutto tace. Le idee arrivano nel silenzio.»
Tra le sue fonti di ispirazione cita:
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la musica ambient e il pianoforte,
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il rumore della pioggia,
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le fotografie in bianco e nero,
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e i luoghi abbandonati, ricchi di tracce e di memoria.
«Ogni storia nasce da un’immagine. Una porta socchiusa, una stanza vuota, un’ombra che sembra muoversi. Da lì tutto si accende.»
Uno sguardo al futuro
L’autore sta già lavorando al suo prossimo romanzo, un progetto che definisce «ambizioso e personale».
«È una storia che non vedevo l’ora di raccontare. Parla di redenzione, di colpa e del modo in cui ciò che temiamo di più può diventare la nostra unica salvezza.»
Svela poco, ma quel poco basta per accendere la curiosità. «Sarà un viaggio emotivo. Per me e per chi lo leggerà.»
Conclusione
Questa intervista ci ricorda perché amiamo il lavoro che facciamo. Ogni autore porta con sé un mondo, una voce, un mistero da svelare. E noi, come casa editrice, siamo fieri di poter accompagnare talenti che hanno il coraggio di trasformare le proprie storie in esperienze indimenticabili per i lettori.